CCNL Dirigenti Terziario: ipotesi di rinnovo contrattuale
Il 5 novembre scorso le parti contraenti si sono riunite per sottoscrivere l’ipotesi di rinnovo del CCNL Dirigenti Terziario.
Il testo dovrà essere approvato, ai fini della piena vigenza, dagli Organismi Direttivi delle parti contraenti.
L’ipotesi di accordo
Il 5 novembre scorso la Confederazione Generale Italiana del Commercio, del Turismo, dei Servizi, delle Professioni e delle P.M.I. – CONFCOMMERCIO – Imprese per l’Italia e MANAGERITALIA – Federazione Nazionale dei Dirigenti, Quadri e Professional del Commercio, Trasporti, Turismo, Servizi, Terziario Avanzato hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Dirigenti Terziario, in anticipo rispetto alla scadenza.
Ai fini della piena vigenza, il testo dovrà essere approvato dagli Organismi Direttivi delle parti contraenti.
Le principali novità
1. Incremento retributivo in tre tranches:
• 320,00 euro a partire dal 1° gennaio 2026 (minimo contrattuale mensile 4.660,00 euro);
• 260,00 euro a partire dal 1° gennaio 2027 (minimo contrattuale mensile 4.920,00 euro);
• 220,00 euro a partire dal 1° gennaio 2028 (minimo contrattuale mensile 5.140,00 euro).
Gli aumenti retributivi andranno ad incrementare il minimo contrattuale mensile e non possono essere computati in riduzione o a compensazione di trattamenti individuali già in essere, con la sola eccezione delle somme erogate, successivamente al 31 luglio 2025, a titolo di acconto o anticipazione su futuri aumenti contrattuali o espressamente concesse per garantire il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni.
2. Credito welfare CFMT di 1.500,00 euro all’anno confermato anche per il 2026. Se alla fine del 2025 il dirigente non ha speso tutta la quota in suo possesso, il credito potrà essere portato all’anno successivo oppure destinato al Fondo Mario Negri. In caso di mancata comunicazione, il residuo verrà lasciato in piattaforma. Analogo trattamento sarà riservato ai crediti welfare non fruiti relativamente agli anni 2026, 2027 e 2028.
3. Riduzione costo di gestione piattaforma CFMT: l’incremento del contributo annuo sarà pari a 36,00 euro (invece degli attuali 50,00 euro), di cui 18,00 euro a carico del datore di lavoro e 18,00 euro a carico del dirigente. Per cui la quota annua sarà pari a:
• 308,00 euro a carico del datore di lavoro;
• 148,00 euro a carico del dirigente.
4. Previdenza complementare: il contributo di adesione al Fondo Mario Negri a carico del datore di lavoro viene innalzato dall’attuale 2,47% della retribuzione convenzionale annua al:
• 2,52% a decorrere dal 1° gennaio 2026;
• 2,57% a decorrere dal 1° gennaio 2027;
• 2,62% a decorrere dal 1° gennaio 2028.
La quota carico dirigente passa al 2% della retribuzione convenzionale annua.
5. Fondo Antonio Pastore: a partire dal periodo contributivo relativo al IV trimestre 2025 (in scadenza al 10.01.2026) è stabilito un adeguamento del contributo a finanziamento della Garanzia Infortuni Pastore. Il contributo annuo dovuto dall’azienda sarà pari a euro 5.321,26.
6. Polizza infortuni: il datore di lavoro deve stipulare, a proprio carico e nell’interesse del dirigente, una polizza contro gli infortuni sia professionali che extra-professionali, che assicuri quanto segue (art. 18, comma 7 CCNL):
“(omissis…) b) in caso di invalidità permanente parziale, causata da infortunio, una somma che, riferita all’importo del capitale assicurato di cui al punto a), sia proporzionale al grado di invalidità determinato in base alla tabella annessa al T.U. approvato con D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 e successive modificazioni ed integrazioni (omissis…).”.
A partire dal 1° gennaio 2026, l’invalidità deve essere pari ad un minimo del 3% e una franchigia di tre punti percentuali per le invalidità superiori al 3% e fino al 10%, nel caso in cui esse derivino da infortunio extraprofessionale.
7. Rimodulazione delle agevolazioni contributive:
• viene eliminata l’agevolazione relativa all’assunzione di dirigenti di età inferiore ai 48 anni (art. 31);
• le agevolazioni di cui all’art. 27 (Fondo Mario Negri) e 28 (Associazione Antonio Pastore) possono essere richieste solo una volta nell’intera carriera, per un massimo di due anni (elevabili a tre in caso di applicazione dell’art. 9 cd. invecchiamento attivo).
8. Invecchiamento attivo: ai dirigenti con un’età anagrafica fino a 3 anni inferiore rispetto all’età pensionabile di vecchiaia (attualmente 67 anni), il cui rapporto di lavoro risulti cessato per qualsivoglia motivazione, viene data la possibilità di stipulare un nuovo contratto di lavoro a tempo determinato, anche a tempo parziale, per effettuare attività di tutoraggio o mentoring. Affinché tali contratti siano validi andranno sottoscritti presso le Associazioni territoriali di Manageritalia e le Associazioni territoriali di Confcommercio. Nel caso di cessazione anticipata del contratto a termine, salvo giusta causa, al dirigente dovrà essere corrisposto un indennizzo pari alle mensilità che avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto.
9. Politiche attive ricollocamento: il contributo corrisposto dal datore di lavoro al CFMT per attivare le procedure di outplacement o di politica attiva, sarà pari a euro 2.000,00.
10. Gravi patologie: nel caso di utilizzo del congedo di cui all’art. 2 L. 106/2025 (congedo non retribuito di 24 mesi), il datore di lavoro è obbligato a versare il contributo al FASDAC.
Riferimenti: Ipotesi di accordo del 5 novembre 2025.
